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mercoledì 22 maggio 2013

Palazzo Barolo


Il Palazzo Barolo (anche palazzo Falletti di Barolo),è un palazzo partrizio situato in via delle Orfane, fu costruito alla fine del seicento da Gian Francesco Baroncelli.

In origine di proprietà dei Provana dei Druent , nel 1727 passo in proprietà dei Falletti di Barolo che intorno al 1750 inizio il restauro per portarlo alla forma attuale.

Fulcro del grandioso atrio di ingresso e lo scalone che occupa lo spazio centrale anziché la collocazione a lato come imponevano canoni architettonici dei palazzi nobiliari del settecento.
Le decorazioni del pianterreno e del piano nobile risalgono alla fine del seicento; gli stucchi sono di Piero Somasso, le pregevoli tele invece sono del pittore Francesco Trevisani glia affreschi sono opera di Legnani.

Il palazzo fu la residenza di Tancredi Falletti di Barolo e della moglie Giulia di Barolo che furono gli ultimi esponenti di questa storica casata. Il palazzo inoltre ospitò  il patriota Silvio Pellico quando fu scarcerato dalle prigioni austriche.

Curiosamente il palazzo ha subito nel corso dei secoli una riduzione per poter allargare la strata adiacente, a ricordo del vecchio ingombro la pavimentazione stradale riporta segno del vecchio perimetro

Come si e detto il palazzo fu l'abitazione di Giulia di Barolo il cui nome da nubile  era Juliette Colbert di Maulévrier (1785-1864), nata da una nobile famiglia francese, rimase orfana al età di 7 anni e durante la rivoluzione francese molti dei suoi parenti furono giustiziati.
Nel 1806 sposò il marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo e nel 1814 si trasferì definitivamente a Torino a palazzo Barolo che al quel tempo era un punti di riferimento per l'élite culturale europea. Ma Torino ricorda la Marchesa per la sua anima pia e caritatevole, Giulia si dedico all'assistenza delle carcerate ed insieme al marito fondo scuole gratuite fornì  assistenza ai poveri e fondò la congregazione delle suore di Sant'Anna, fu inoltre una delle più assidue benefattrici di San Giovanni Bosco che proprio in quegli anni iniziava ala sua opera a Torino che sfociò ,come sappiamo, nella creazione de ordine Salesiano.
Dal 1899 la sua salma riposa nella chiesa di Santa Giulia da lei fatta costruire nel borgo Vanchiglia.

Il palazzo Barolo infine, come molti palazzi torinesi ha il suo fantasma che e quello di Elena Matilde di Leyni-Druent che per pene d'amore si suicido al inizio del settecento gettandosi da una delle finestre e qualcuno dice che ancora oggi nelle notti di luna piena il suo spettro vaghi senza meta tra le stupende sale del palazzo.

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