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venerdì 17 maggio 2013

Torino e gli Egizi

Per qualcuno Torino fu fondata dagli Egizi che videro nella zona di congiunzione tra Po e Stura,quella che oggi tutti conosnoncono come "LA BARCA,"un terreno particolarmente adatto ad accamparsi e poi,con il tempo, a sviluppare una città ed e forse per questo motivo che Torino è la sede del secondo museo egizio del mondo sia per il numero di pezzi in esso esposti che per la loro rilevanza storica.Ma come ebbe inizio questo particolarissimo matrimonio tra Torino è il Cairo. Era il 1629 quando i Savoia acquistarono dai Gonzaga un reperto Egizio frutto del sacco dei Lanzichenecchi del 1537 poco prima che il reperto fosse fuso.Il reperto consisteva in una tavola in bronzo con incise divinità egizie in oro e argento e con al centro l'effigie della dea Isi.Oggi sappiamo che in realtà quella tavola era un abile copia di epoca romana con geroglifici puramente ornamentali.

Ma grazie a questo reperto chiamato Mensa Isiaca si scatenò nei Savoia una vera e propria ossessione per l'Egitto anche se a Torino già nel 1564 durante gli scavi per la costruzione della cittadella fu ritrovata la base di una statua con incisa una dedica proprio alla dea Isi.Fu allora che prese piede grazie a Pingone,Diodoro Siculo,Nanni da Viterbo,che parlarono di origini Egizie  la leggenda della fondazione della città, secondo loro infatti la Torino fu fondata dai seguaci della dea Isi civilizzatrice del mondo occidentale.

E fu per primo lo storico Luigi Muratori a parlare di un tempio dedicato a questa dea indicata con il nome Iside Magna proprio dove oggi sorge la Gran madre di Dio. Fu la bellezza della Mensa Isaica a convincere Carlo Emanuele III a chiedere al professor Vitaliano Donati di portare dal Egitto "qualche pezzo di antichità o manoscritto raro o anche qualche mummia delle più conservate ", così il 20 giugno 1759 il professore parti da Venezia per reperire e spedire a Torino i primissimi reperti egizi AUTENTICI, tra i quali spiccava una bellissima statua della dea leonessa Sekhmet e una altrettanto bella statua di granito rosa raffigurante Ramsesse II.

Questi reperti furono il primo embrione del museo egizio, la vera e propria svolta si ebbe con Carlo Felice che nel 1824 acquistò per un prezzo enorme la collezione di Bernardino Drovetti, il piemontese console generale di Francia in Egitto.Il Drovetti in precedenza aveva già proposto la sua collezione al re di Francia che aveva però declinato l'offerta.Qualche anno dopo  tutte le maggiori capitali europee iniziarono a raccogliere i reperti egizi per creare a loro volta collezioni e musei.

A ampliare e completare la fantastica raccolta fu però Ernesto Schiapparelli con alcune importanti campagne di scavo in Egitto tra il 1900 e il 1920 facendo così del museo egizio quello straordinario scrigno che il mondo ci riconosce.

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